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I miti messinesi

Colapesce



Admin · 690 visite · 1 commento
Categorie: Illustrazioni
12 Apr 2008

La Tecnica in (TARSIA)

L'intarsio appare intorno al terzo secolo avanti Cristo nelle zone dell'Asia Minore e col passare del tempo si diffonde in Europa ed in particolare in Italia, dove compare con il nome di "Tarsia" al tempo dell'impero romano. Scatole, cofanetti, oggetti di legno erano generalmente coperti di stucco e di pittura. L'impiego del legno al naturale era cosa nuova che esigeva l'opera di intarsiatori abili nel ritagliare sottili lamine e nel variare i colori per mezzo dei legni diversi che si potevano rinvenire in Italia come l'ebano,il cipresso, il bosso e il noce. Alla fine del xv secolo si ricorse alla tintura. Inizialmente si sfruttò soprattutto il contrasto dei toni chiari, dati dalla fusaggine del bosso, e di quelli scuri per i quali si usavano l'ebano ed il noce. Le ombreggiature si ottenevano annerendo il legno col ferro rovente quando le lamine erano già applicate con il mastice. L'invenzione di un procedimento che permetteva di tingere il legno per mezzo della bollitura sarebbe dovuta, secondo i Vasari, a frà Giovanni da Verona, mentre altri attribuiscono la scoperta ai fratelli Lendinara. Inizialmente la tarsia fu detta "certosina" e consisteva in tasselli di essenza di legno, intarsiate con figure semplici e stilizzate, inserite in un'asse di massello con incastri tanto perfetti da essere bloccati senza l'uso della colla. Per più di mille anni non si eseguirono più lavori ad intarsi, poi la tecnica tornò alla ribalta soprattutto in Toscana ove venivano applicate nuove tecniche quali la "tarsia geometrica" che implica la copertura totale della struttura su cui si desiderava riportare l'intarsio con parti di listra (l'impiallacciatura non era ancora stata scoperta) assemblate tra loro…. Non conoscevo le radici remote di questa arte tanto complessa quanto efficace per rendere palpitante un dipinto. Perché di dipinto si tratta essendo "l'impiallacciatura" applicata su un disegno ispirato predisposto in precedenza. Immagino che l'abilità dell'intarsiatore debba essere di grado molto avanzato per far combaciare i vari brani di legni diversi. Ma la sensibilità deve essere altrettanto eccezionale per riprodurre la composizione, sotto il profilo cromatico, e le ombreggiature determinate dai giochi di luce. Credo che dalla stessa tecnica sia scaturita in seguito l'attività artigianale molto diffusa nell'area intorno a Sorrento che ha reso addirittura di livello semi-industriale la produzione di tavolini, vassoi, quadri, scatole, scrigni. Ma è tutt'altra cosa il prodotto della lavorazione a mano, essendo vibrante e curato nei particolari e nei dettagli ed essendo dei pezzi unici e irripetibili. Nel senso suddetto il quadro riportato rende efficacemente il movimento dei cavalli attraverso la luce che sembra inseguirli, dando particolare risalto all'animale in primo piano.
Flavia Vizzari


(pubblicato sul Sito dell'artista Carlo Rossi):







http:// www.carlorossi.it/tarsia.html




foto






















Admin · 275 visite · 0 commenti
Categorie: Articoli
11 Apr 2008

La prima Manifestazione che ho organizzato.... dal mio articolo del Marzo 2004.

Messina in Arte 2004: poeti e pittori in una grande manifestazione del Convivio


Domenica 14 Marzo è stata inaugurata, al Salone degli Specchi della Provincia di Messina, la manifestazione artistico-culturale Messina in Arte, con esposizione collettiva di opere pittoriche e poesie, che ha coinvolto la partecipazione di ben 70 artisti messinesi. Grande è stata la gioia e la partecipazione all’incontro, che potrebbe costituire un segno positivo per il risveglio dell’attività artistica nella città.
La mostra è stata fruibile fino al 19 Marzo. Essa è stata organizzata dall’Accademia Internazionale Il Convivio di Catania, tramite la delegata per la provincia di Messina, la pittrice Flavia Vizzari, la quale ha introdotto la manifestazione comunicando il proprio entusiasmo profuso nell’organizzare l’incontro, nato sia per il desiderio della pittrice di creare in città una maggiore attenzione per lo sviluppo dell’Arte, oggi in crisi, sia per far maggiormente conoscere l’Accademia il Convivio, data l’importanza che essa riveste, anche attraverso l’omonima rivista, per la qualità e l’approfondimento culturale.

La parola poi è passata al presidente del Convivio, prof. Angelo Manitta, che ha parlato dell’Accademia che, sorta alla fine del 2000, ha oggi raggiunto, grazie all’impegno ed alla partecipazione di tutti coloro che ovunque hanno creduto in questa iniziativa, un’espansione ed un consolidamento inaspettati al suo partire. L’Accademia nasce come luogo di confronto tra persone che, rispettando la comunità, abbiano interesse verso tutto ciò che l’uomo produce sotto l’aspetto artistico; essa vuole essere espressione di un intenso impegno culturale e sociale, vuole essere sintesi tra un forte senso etico e una profonda sensibilità verso l’Arte e si propone di contribuire il raggiungimento di un futuro sempre più giusto e vivibile e di giungere alla formazione di uomini che sappiano proporsi quali elementi creativi e propositivi nella società, per educare ai valori della solidarietà ed ai fondamenti sociali della persona e della comunità.
L’Accademia il Convivio ha quattro siti telematici, di cui uno ha sede a Palermo, due a Castiglione ed uno a Foggia; in quest’ultimo sito (Mattinata) è possibile, per tutti gli associati dell’Accademia, inserire gratuitamente tre pagine personali (minisito), inerenti alla propria attività artistica. Nel sito del Convivio è possibile trovare tutto ciò che esce sulla rivista omonima, che è diretta dalla giornalista Enza Conti. La rivista, elogiata anche dal noto critico Giorgio Barberi Squarotti, è divenuta una delle più prestigiose riviste italiane nel suo genere. Essa viene diffusa capillarmente, non solo in tutta Italia, ma anche nelle 23 delegazioni estere di Spagna, Francia, Croazia, Albania, Portogallo, Brasile, Algeria, Ciad, Colombia, Argentina, Uruguay, Cuba e Australia.

L’obiettivo a cui oggi punta l’Accademia è anche quello di raggiungere la creazione di un manifesto letterario-artistico; si vuole aprire un ampio dibattito culturale per il progresso ed il confronto degli amanti dell’Arte. L’interesse verso questo raggiungimento va anche all’estero; la rivista argentina diretta da Miguel Martinez Marquez, ha dedicato quattro pagine sull’argomento. Tra le altre attività dell’Accademia c’è anche l’organizzazione di premi letterari e artistici, collettive ed incontri culturali per mirare al progresso umano anche attraverso contatti con prestigiose personalità. Il presidente, prof. Manitta ha proseguito il suo discorso prestando particolare attenzione ai giovani, invitandoli ad amare sempre più l’Arte, perché sono esattamente i giovani, i creatori del futuro. Ringraziando i convenuti ha espresso il pensiero, condiviso da Barberi Squarotti, che il Convivio possa dalla periferia dell’Italia emergere a centro culturale ed artistico. Ha evidenziato le collaborazioni che l’Accademia attua con coloro che hanno esperienza e ricoprono prestigiosi incarichi, dal delegato del Brasile il docente universitario Andityas Soares De Moura, alla scrittrice messinese, da poco scomparsa e molto vicina all’associazione, Maria Pina Natale, ricordandola con commozione all’assemblea.
Nel corso della manifestazione hanno espresso i loro pensieri sull’Arte i relatori Serena Calderoni e Antonello Bruno. La prima, appassionata messinese delle bellezze artistiche della sua città, ha parlato dell’Arte in generale, facendo un excursus sulla funzione di essa, nel fruire dei tempi e evidenziandone l’importanza che riveste oggi in una società dove la massificazione del linguaggio e la globalizzazione dei costumi e delle idee rischiano di farci dimenticare ciò che siamo e ciò che sentiamo. Perché l’Arte infatti sottrae la creatività dell’uomo all’appiattimento generale, risvegliando in lui le passioni e la voglia di raccontare e di raccontarsi e rende immortali, perpetrando la propria esistenza nelle singole opere.
Parlando di se stesso, il poeta Antonello Bruno ha raccontato agli amici artisti il suo continuo lottare, già dall’età di 13 anni, tra la sua maniera di apparire agli altri e la sua sensibilità di animo poetico, sensibilità che avvertiva già, prepotentemente in sé, ponendosi l’interrogativo di quale senso potesse avere per lui scrivere poesie, sentendosi inadatto. Fu un giorno, leggendo uno dei versi di Ungaretti sulla sofferenza degli uomini, che fu colpito da una metafora dirompente “Fratelli, foglia appena nata”. Fu questo verso a far comprendere a Bruno, cosa significava per lui scrivere poesie, e cioè significava sentirsi parte dell’Universo. «Allora non ebbi più paura, tutto mi sembrò naturale, come una foglia appena nata. Il bisogno di scrivere divenne solo l’esigenza di ricercarsi nell’Universo, nella natura. Così semplicemente; di spogliarsi di quella personalità indotta dall’ambiente in cui nasciamo e viviamo ed arrivare ad essere niente per poi fondersi con il tutto».
La poetessa Fortunata Cafiero Doddis ha espresso il suo positivo giudizio per l’ottima realizzazione dell’evento culturale. Anche lei messinese, ha a cuore lo sviluppo culturale della città. Da anni si dedica attivamente alla poesia e alla musica. Infatti, oltre ad essere una brava poetessa è anche una brava soprano, ed è tra le prime presenze ad adoperarsi per l’incremento culturale della città, mettendoci cuore e disponibilità oltre alle capacità artistiche.

Molti artisti dunque hanno aderito all’iniziativa e di conseguenza si è avuta una grande partecipazione. Anche le tematiche ispiratrici sono state molteplici. A “Messina in Arte” sono stati esposti i soggetti a tema sacro, del Cristo seduto, crocifisso secondo gli usi dei vetusti romani, di Guglielmo Giovanni e il S. Padre Pio di Bardetta Salvatore. Presente il tema del mare; mare per il quale la città di Messina vanta bellezze naturali. Esso è soggetto predominante nelle opere figurative di Bardetta Nicola, De Francesco Giovanni, Antonino D’Arrigo, Puccio La Fauci, e nell’acquerello di JACOB; è mare, come veduta, rappresentato nelle tele di Brianti Elisabetta; Squillaci Renata, Urzi’ Orazio, mare presente anche nelle composizioni figurative di Aliffi Gaetano e Manazza Lina, oltre che nelle opere astratte di Dinaro Carmelo, Irrera Antonello, Rossello Melania, Serboli Piero.

Nature morte sono state esposte da Cacciola Carmelo, Minissale Giuseppe, Vizzari Flavia e Ciolino Aldo. La forza della natura espressa dai poderosi tronchi d’albero è raffigurata nelle tele di Ierna Piera, Scandurra Tiziana, e ancora nella veduta di Ciraolo Pietro e nell’opera astratta di Lisitano Nathalie. Paesaggi di campagna si ammirano nei lavori di Buda Nino (nibu), Giordano Enrica, Raneri Maria e come sfondo alle figure umane in quelli di Piccione Domenico, Scolari Papalia Franca, o come scenario a realistici gattini nell’opera di Cavallaro Sebastiano.
Altri quadri, che hanno per soggetto l’uomo, sono stati esposti alla mostra collettiva da Arena Caterina, Di Bella Fabio (Fadibe’), Di Bella Massimo (Madibe’), Panzera Maria Pia e rappresentate in opere figurativo-astratte da Gabriele Antonio e Rampello Roberta e altresì è predominante nell’opera naif di Crisafulli Carmen. composizioni di fiori sono il soggetto delle opere di Caterinaki Bruno Irene, Lenzo Maria Grazia, Pizzi Vittorio, Signorino Lina, Silvano Motta e dell’opera astratta di De Salvo Pietro e fiori predominano anche nella composizione di Gravina Umberto; il frutto del fico d’india è stato fonte d’ispirazione per Arcella Corrado e Giannetto Cettina.
Scorci paesaggistici, centri urbani, giostre, antiche mura, sono stati soggetti ispirativi, invece, per le opere di Foti Tullio, Bicchieri Scudery Rosy, Vanfiori Eugenio, Lattene Giacomo per l’acquerello realizzato da Gaudenti Paolo e per la grafica di Velardi Marianna, nonché per l’opera con tecnica a sbalzo di La Versa Maria Antonietta. La Torre Ernesto ha esposto invece, un quadro con tecnica a tempera su strati di fogli. Tra le opere astratte si colloca pure l’opera di Costa Maria. Completano l’esposizione pittorica l’installazione eseguita dal giovane Castano Giuseppe, Osvaldo (un fantoccio realizzato dai ragazzi dell’associazione Spazio Libero Officina Artistica) e l’esposizione delle poesie di
coloro che hanno aderito a “Messina in arte”.
Le liriche lette dai poeti presenti sono state: “Canto alla luna” di Arena Vittoria; “Signuruzzu” preghiera tratta da “Siciliana” di Gianni Argurio; “L’eternità che mi rimane” di Bernava Manuela; “Tu, terra mia” di Bruno Antonello; “Epoche” di Buccheri Barbara; “17marzo” di Cacciola Carmelo; “Favola” di Cacciotto Francesco; “L’età dei ricordi” di Cafiero Doddis Fortunata; “Primavera” di Caterinaki Bruno Irene; “Ritratto” di Di Blasi Marialuisa; “C’è bisogno d’amore” di Dinaro Sara; “Le ali del pensiero” di Carmela Mazzotta; “Il Tritone e la Sirena” di Murdaca Maria Grazia; “Nozze d’oro” di Orifici Rabe Rosita; “Gabbiani” di Giusy Papale; “Rosita, bene mio” di Rabe Teodoro; “Mi fu madre la terra” di Rossello Melania; “E venne l’ora (le tre età)” di Scolari Papalia Franca; “Inverno” di Squillaci Renata.


 

di Flavia Vizzari




Admin · 137 visite · 0 commenti
Categorie: Articoli
11 Apr 2008

Natura statica olio su tela cm 50x40


Admin · 632 visite · 2 commenti
Categorie: Opere
11 Apr 2008

Carme di colori - olio su tela cm 60x50


Admin · 297 visite · 0 commenti
Categorie: Opere
11 Apr 2008

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